Giulia Bergamasco

“Ciao Tonghi”: non ho nemmeno idea di quante volte queste parole siano uscite dalla mia bocca, quante volte le abbia scritte, senza pensarci, senza rendermi conto di quanto un giorno mi sarebbero potute mancare.

“Ciao Tonghi”, tutte le mattine dopo il tuo “Buongiorno amici”, con annessa foto della tua colazione, aggiornamenti quotidiani e pettegolezzi di rito.

Se guardo indietro faccio fatica a ricordare il giorno in cui ci siamo conosciuti, più di dieci anni fa. Ricordo però che era l’estate della mia terza media, io ero poco più che una bambina, passavamo le giornate al Cavour in piscina, le serate ai Portoni seduti sui motorini, e l’Italia, settimana dopo settimana, si portava sempre più vicina alla vittoria dei Mondiali. Forse sarà stata la magica atmosfera di quell’ estate a far nascere il legame che da lì in poi non ci ha più lasciati.

Ho un milione di immagini, di ricordi, di momenti impressi. Sono tutti dentro di me, in ordine sparso, senza una cronologia chiara, come se ci fossi sempre stato e sempre ci sarai.

Ricordo bene la prima volta che ho cucinato per te (forse è stata perfino una delle prime volte che io stessa mi sono messa ai fornelli), il risultato erano state delle crepes giallo fluo che sei riuscito a rinfacciarmi per anni. Poi siamo cresciuti, io ho affinato la tecnica, ma le tradizioni sono rimaste sempre le stesse e i tuoi gusti non sono mai cambiati, difficili e pretenziosi come sempre. Mi mancano i tuoi “Partite e merenda da te?”, mi manca prepararti il the e le torte, mi manca perfino la tua polemica quando la mia risposta invece era “devo studiare”.

Ricordo tutti i film che mi hai portato a vedere al cinema, la metà dei quali piacevano solo a te, compreso l’ultimo, il primo giugno. Gli MM’s, la Coca-Cola gigante, tutto come sempre. Ricordo la mia testa sotto la tua spalla per non vedere certe scene, e la tua risatina divertita.

Ricordo il viaggio in macchina verso Torino, Juve-Roma, le esultanze abbracciati, le prese in giro ad Albino. Forse uno dei più bei regali che potessimo farti, forse uno dei più belli che tu al contempo hai fatto a me, uno di quei momenti che conservo con più gelosia.

Ricordo ogni tuo singolo “in bocca al lupo per l’esame”, puntualmente seguito da un tuo “ma porco boia” e prese in giro per il buon risultato. Quante volte mi hai minacciata per il mio papiro di laurea, dicendomi che avresti tirato fuori tutti i miei scheletri, che ti saresti divertito come non mai? Ora di esame ne manca solo uno, e il giorno in cui raggiungerò questo piccolo grande traguardo, tu sarai la presenza (e la mancanza) più forte di tutte, te lo garantisco.

Sarai presente, come lo sei ogni giorno, negli occhi di tutti noi, che ora portano dentro una luce diversa, un velo di malinconia, una punta di tristezza, ma anche una grande lezione. Una lezione di forza e di amore per la vita, una lezione che tu ci sei riuscito a dare in silenzio, giorno per giorno, senza quasi farcela percepire, ma che poi si è mostrata in tutta la sua grandezza.

Se oggi siamo tutti qui, uniti, è merito tuo. Sei sempre stato il nostro collante, il punto di riferimento, il Pres, l’amministratore di ogni chat.

E ora continui a guidarci, ad essere il filo conduttore di tutto, a spingerci a portare avanti questo progetto che sarà uno dei motivi per cui ancora ti starai divertendo a ridere di noi, ma anche, in fondo, ad esserne assolutamente fiero.

“Ciao Tonghi”,

ciao amico mio.

Giulia B.

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