Alberto Mazzi

Il sabato era la “giornata del CSI”.

Di prima mattina Pit mandava sempre una dozzina di messaggi nella chat per ricordare ora, luogo e avversari, con insulti annessi se non avessimo messo impegno in campo in quanto ogni partita per lui era come una finale.

Bisognava rispondere, altrimenti il Pres per dispetto iniziava a mandarti una tempesta di messaggi privati per essere sicuro che la prossima volta avresti risposto a quel messaggio in un nano secondo!

Il ritrovo era sempre un’ora prima, il Pres era sempre il primo ad arrivare al campo.

Altra cosa che al Pres non andava giù era il ritardo: diventava nervoso e anche lì iniziava con una carrellata di chiamate e messaggi, anche a morosa e fratelli, pur di metterti un po di pepe al sedere per arrivare veloce al campo.

La partita era uno spasso con il Pres in panchina, rideva e scherzava con giocatori e pubblico ma seguiva ogni singolo secondo e non toglieva mai lo sguardo al pallone, potevi capire il risultato della partita dal suo linguaggio del corpo.

Il post-partita era di due tipi: se la partita era andata bene nessun problema, il Pres stava in spogliatoio ad organizzare la serata: cena (eventuale anticipo di serie A) e poi disco!

Se avevamo perso, invece, Pit iniziava a guardare classifica e futuri scontri diretti, e in spogliatoio non si poteva parlare d’altro.

Pres ricorderò per sempre quelle giornate passate con te al CSI, soprattutto quella volta che (per una volta) tu hai sbagliato luogo e orario della partita e ci siamo ritrovati al palazzetto con l’impianto chiuso!!!

Albino

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