Alvise Bolomini

Un privilegio!

Credevi di scamparla almeno per la parte presidente eh !? Beh pres sai io ho avuto il piacere e il PRIVILEGIO di poter giocare due anni sotto la tua presidenza.

Anni di grande spasso e godimento puro e semplice tra amici.

Il sabato era il giorno più bello della settimana.

Mettersi i calzettoni e pantaloncino corto (freddo,neve, vento o pioggia che ci fosse) maglietta rigorosamente “pit investment” e via a sgambettare alla meno peggio sui campi di Verona e provincia.

Come non ricordare il tuo rapporto idilliaco con le nostre carte d’identità o le magliette spaiate rispetto ai pantaloncini (Michi ha mai giocato con pantaloncino e maglietta con il numero appaiati !? ).

Come non ricordare i 7265 messaggi che mi scrivevi per ricordarmi delle borracce gentilmente “offerte” dall’Hellas Verona che, puntualmente, lasciavo nel baule della macchina.

Per l’ottanta per cento delle volte credo di essere andato al campo con te in macchina, come copilota chiaramente, sia mai…

Quando pioveva magari il week end o durante la settimana la tua gioia nell’entrare al campetto dichiarando :“ Male che ci sono le pozze sicuro ?!”

Partivi driftando sotto gli occhi sbigottiti dei passanti e sinceramente forse anche dei nostri Poi entravi in spogliatoio bardato fino al collo perché tu, mi sa, che anche ad agosto, ti saresti portato dietro un maglioncino.

Entravi mollavi giù i palloni e BOOM cominciavi a tirare puntelle con le fantastiche Timberland a casaccio… quando andava bene prendevi il muro, quando andava ancora più bene uno di noi !

Poi succedeva sempre che qualcuno si prendeva involontariamente, (mai involontarietà di un gesto fu cosi certa) la maglia di un altro o il pantaloncino per trovarci il più delle volte senza il numero giusto, senza i parastinchi, scarpe e/o il pallone della partita.

Tu con la tua solita calma tiravi uno dei tuoi “ma porco boia” lasciavi tutto e dicevi “vabbeh dai abbandono vado a casa”.

Non c’è mai stata una volta che tu lo abbia fatto davvero, ti piaceva tanto fare il duro ma tanto noi lo sapevamo che ci avresti aspettato in panchina pronto ad incitarci, magari ad insultarci ancora di più, senza dubbio a coniare ed affibbiarci uno dei tuoi mille soprannomi.

Come non parlare delle casse di Zilio, forse abbiamo trovato uno più truzzo nei gusti musicali di te, o forse no, chi lo sa, certo è che ormai avevamo come dei rituali fissi tutti i fine settimana.

Come non parlare delle trasferte a Peschiera o a Illasi o a Valeggio.

Insomma ci siamo sempre divertiti e impegnati per raggiungere la agognata premier league.

Per diversi motivi, poi, non abbiamo potuto/voluto disputare e forse questa è la cosa, l’unica, che mi lascia un po’ l’amaro in bocca non aver potuto fare un altro anno come quelli passati.

Perché è proprio vero che non ci rendevamo conto di quanto divertente fosse, solo adesso che ne sentiamo la mancanza capiamo quanto bello fosse stare tutti insieme in quella squadra.

Sicuramente tante altre squadre erano composte da amici ma non credo, anzi, mi arrogo il diritto di dire che solo noi eravamo così stretti come amicizia.

Eravamo sempre insieme tutta la settimana un gruppo di tanti fratelli.

Ringrazio te e chi ha avuto la geniale idea di fondare l’Atletico Verona. Un’altra volta grazie pres…

É stato, è e sarà sempre un privilegio averti come amico.

Alvise

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